Dopo aver approfondito prezzo, grafici e notizie su Ushare oggi vi parliamo di DT Coin, progetto controllato dalle aziende fintech dell’imprenditore italiano Daniele Marinelli. Opinioni, recensioni e valore della moneta virtuale sono già scritte sul magazine. Di seguito, allora, trovate ulteriori approfondimenti sul mondo delle crypto scritti in collaborazione con il team del blog di DTCoin

Regime fiscale crypto, una curiosità sul blog di DTCoin

Il versamento dell’imposta è slittato al 30 settembre 2023 per il mondo cripto. A renderlo noto è stato proprio il Ministero dell’Economia, che ha ridefinito il regime fiscale nella legge di bilancio. In particolare è prevista la possibilità di rideterminare il valore degli asset cripto posseduti al 1 gennaio 2023, pagando un’imposta sostitutiva pari al 14%. Questo approfondimento lo abbiamo preso dal blog di Daniele Marinelli, un imprenditore italiano che dirige la DTSocialize Ltd, azienda fintech che offre una serie di servizi e detiene il token DTCoin

Cosa prevede il regime fiscale

Per ora di ufficiale c’è soltanto la possibilità, come dicevamo, di rivalutazione attraverso l’imposta sostitutiva del 14%, andando però ad evitare la tassazione ben più onerosa del 26%. Grazie all’ultima manovra del Governo, infatti, è possibile rideterminare il valore di ogni cripto asset posseduto al 1° gennaio 2023. Sono anche state fissate le regole che riguardano la tassazione delle operazioni che riguardano proprio gli asset cripto e la loro valutazione ed è stata definita la corretta definizione di cripto asset: “una rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga“. Il pagamento dell’imposta sostitutiva del 14% doveva essere effettuato, inizialmente, entro il 30 giugno 2023 ma ora il termine ultimo è stato prorogato al 30 settembre. Tale pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione o in tre rate annuali di pari importo, con una maggiorazione del 3%. Per quanto riguarda eventuali irregolarità che sono state commesse, in riferimento ai cripto asset detenuti fino a fine 2021, è possibile sanare la propria situazione attraverso le medesime possibilità di pagamento come per il saldo dell’imposta sostitutiva.

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L’inquadramento degli asset cripto 

Attraverso la nuova legge di bilancio il Governo è intervenuto per stabilire la disciplina fiscale che dovrà essere applicata a questi tipi di asset, facendo riferimento in primo luogo all’inclusione degli asset cripto nel quadro impositivo sui redditi delle persone fisiche. In particolare, è stato inserito nel testo unico delle imposte sui redditi una categoria nuova di redditi diversi, che sarà costituita da: plusvalenze, altri proventi realizzati mediante rimborso, permute, cessioni onerose e, ovviamente, detenzione di cripto asset. 

È stato consentito, in merito alle plusvalenze, di portare in deduzione le minusvalenze riguardanti le operazioni che ruotano, appunto, intorno alle cripto attività realizzate fino al 1 gennaio 2023 e, inoltre, è stata introdotta anche per le criptovalute la disciplina dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze. Infine, è stato stabilito che le componenti di reddito, sia positive che negative, che risultano dalla valutazione della cripto attività non possono concorrere alla formazione del reddito, sia ai fini dell’imposta sul reddito delle società sia ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Blog DTCoin su metaverso e AI in Italia

Nonostante ne sentiamo parlare maggiormente come fenomeno piuttosto che in relazione ad app e dispositivi, possiamo dire che il metaverso è riuscito ad entrare nella vita degli italiani. Il 92% della popolazione sa di cosa parliamo ed il 72% è anche in grado di descriverlo e lo definisce come un mondo virtuale dove le dinamiche di interrelazione permettono di svolgere diverse attività. Siamo venuti a conoscenza di questo approfondimento sul blog di Daniele Marinelli, un imprenditore italiano che dirige la DTSocialize Ltd, un’azienda fintech che detiene anche il token DTCoin

L’indagine condotta da Ipsos sul metaverso in Italia

Le percentuali di cui abbiamo parlato derivano da un’indagine condotta da Ipsos e dal fondatore dell’Osservatorio sul Metaverso, Vincenzo Cosenza. Da questo sondaggio è emersa soprattutto l’ottima comprensione degli italiani rispetto alle nuove tecnologie di IA. Infatti, il 40% degli intervistati ha dichiarato di conoscere la nuova applicazione ChatGpt, anche se è meno informato sui software similari come Dall-e, Bard di Google, Stable Diffusion e Midjourney. Soltanto il 25%, invece, ha dichiarato di non conoscere nessuno dei programmi sopra citati, per lo più sono le persone più adulte a non saperne nulla. Ipsos ci fa notare anche dell’atteggiamento positivo degli italiani rispetto all’utilizzo di app che dispongono dell’intelligenza artificiale: secondo il 44% riescono a semplificare i processi, per il 41% sono un valido supporto per la vita professionale. Tra i pensieri negativi c’è il 26% che pensa che toglierà posti di lavoro, il 24% che rappresenta una minaccia per la creatività umana e, infine, il 16% che allargherà il divario tecnologico esistente. Tornando invece a parlare del concetto di metaverso, per lo più le considerazioni degli italiani sono di apertura e non di scetticismo

Infatti, per il 58% degli intervistati ritiene che grazie alle esperienze virtuali si potrà, in futuro, imparare a fare e a realizzare cose nuove, mentre per il 52% consentirà di svolgere emozionanti ed immersive esperienze.

Le preoccupazioni degli italiani legate al metaverso

Anche se la maggior parte degli italiani ha un pensiero positivo sul metaverso, c’è anche chi ne è preoccupato. Secondo l’indagine Ipsos le principali preoccupazioni derivano per eventuali problemi di privacy (circa il 38%), o per il caos che si potrebbe creare tra realtà fisica e virtuale (circa il 40%). Il pensiero finale, comunque, che è emerso e che il metaverso è inteso, piuttosto che un’alternativa alla realtà fisica, come un modo per esaltare quelli che sono i contenuti online, che possono essere, ad esempio, il gaming, il settore intrattenimento (film, ma anche concerti), educazione e apprendimento e, per finire, shopping. Nonostante tutto, le principali barriere derivano dai costi, ritenuti ancora troppo elevati, soprattutto pensando ai visori, e che rappresentano l’ostacolo principale per entrare nei mondi tridimensionali.

A proposito di DTCoin di Daniele Marinelli

Daniele Marinelli è il fondatore e CEO di DTSocialize Holding, un’azienda che si propone di raggruppare diverse aziende nell’ecosistema. Marinelli è anche l’ideatore di DTCoin, un token di sistema complementare alla moneta fiat, utilizzabile sia online che offline in attività commerciali e programmi di fidelizzazione. La sua missione principale è quella di creare una community globale di utenti, cui viene offerta la varietà di servizi e prodotti sviluppati proteggendone anche la privacy.

Blog DTCoin Daniele Marinelli su airdrop di criptovalute

Gli airdrop di criptovalute consentono ai progetti di distinguersi nel vasto panorama della blockchain e lo fanno coinvolgendo maggiormente gli utenti e sviluppando una community affiatata. Ma vediamo tutto quello che c’è da sapere sugli airdrop di criptovalute, in collaborazione con i ragazzi di DTCoin di Daniele Marinelli.

Cosa sono gli airdrop di criptovalute

Gli airdrop sono uno strumento molto potente per la diffusione dei token, per l’acquisizione di nuovi utenti e, infine, per la creazione di una community solida. Grazie ad essi anche i progetti nuovi hanno maggiori possibilità di essere notati, promuovendo relazioni a lungo termine con i propri utenti. Il loro successo è principalmente legato alla scelta dei criteri di ammissibilità e degli incentivi. 

Esistono due tipi di criteri: semplici, come possono essere l’acquisizione di specifici token, o complessi, come l’esecuzione di determinate azioni on-chain. La cosa più importante, però, è che siano sempre ben allineati a quello che sono gli obiettivi dell’airdrop. 

Facciamo un esempio. Se il nostro obiettivo è quello di premiare gli utenti più fedeli, allora dovremmo utilizzare nel criterio di ammissibilità la detenzione di un determinato token per un periodo specifico. Se invece abbiamo come scopo la promozione di un nuovo protocollo, allora dobbiamo fare in modo che i token vadano esclusivamente agli utenti che abbiano interagito con esso. Gli airdrop, per essere attraenti agli occhi degli utenti, devono essere anche economicamente sostenibili per il progetto.

Quali sono i principali rischi

Vediamo ora l’altro lato della medaglia, ovvero i principali rischi degli airdrop. Uno di quelli più gravi è rappresentato dai “Sybil Attack“, ovvero da persone malintenzionate che creano identità multiple con lo scopo di rivendicare una percentuale sproporzionata di token. 

È possibile affrontare questo problema in vari modi: creando una whitelist degli utenti, innalzando barriere all’ingresso o implementando meccanismi per la rilevazione dei Sybil Attack. Un altro problema da affrontare quando si utilizzano gli airdrop è il contesto normativo che li regola. Infatti, soprattutto negli ultimi due anni, la distribuzione di token digitali è stata infatti presa di mira dalla Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti e questo ne ha aumentato i rischi legali. Anche in virtù della poca chiarezza delle normative, qualsiasi progetto deve assicurarsi di non emettere per sbaglio dei token considerabili dei titoli. Problemi di altra natura potrebbero poi nascere in ambito privacy. Ad esempio occorrerà fare attenzione a non rivelare dati sensibili dei destinatari degli airdrop. E ancora: quale percentuale della fornitura totale di un token dovrebbe essere assegnata a un airdrop? Anche a questa domanda non c’è una risposta definita. Le ultime ricerche però ci indicano che i vari team destinano agli airdrop in media il 7,5% della loro fornitura di token.

A proposito di DT Coin di Daniele Marinelli

Daniele Marinelli è il fondatore e CEO di DSocialize Holding, un’azienda che si propone di raggruppare diverse aziende nell’ecosistema. Marinelli è anche l’ideatore di DTCoin, un token di sistema complementare alla moneta fiat, utilizzabile sia online che offline in attività commerciali e programmi di fidelizzazione. La sua missione principale è quella di creare una community globale di utenti, cui viene offerta la varietà di servizi e prodotti sviluppati proteggendone anche la privacy.

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